Le vie della Marvel sono infinite

L'universo Marvel, altrimenti noto come MCU, ovvero Marvel Cinematic Universe, oltre a fatturare milioni di dollari ogni anno, intrattiene schiere di appassionati di tutte le età. Giovani e meno giovani di entrambi i sessi hanno scelto, nel corso dei numerosi film, il loro supereroe e/o la loro supereroina preferiti e hanno fatto sì che questa passione si intromettesse, neanche troppo di soppiatto, nella vita di tutti i giorni.

C'è chi è ripartito dalle origini e ha iniziato a leggere i fumetti, informandosi su quali fossero i primi, i più belli o quelli necessari a capire meglio i personaggi e la loro trasposizione cinematografica e c'è chi si è fatto tatuare il, la o i propri supereroi preferiti; c'è chi è un Cosplayer navigato e frequenta ogni tipo di evento dedicato ai beniamini superdotati e chi approfitta di compleanni ed altre ricorrenze per farsi regalare questo o quell'altro gadget a tema – per la cronaca, lo scudo di Captain America, il cuore di Iron Man e il martello di Thor, il famoso Mjolnir, vanno per la maggiore.

C'è chi aspetta la Pasqua per le sorprese degli Avengers nelle uova della Kinder – sì, anche i grandi, grossi e giuggioloni – e chi segue con attenzione e costanza i siti ufficiali degli studi cinematografici, degli attori e dei registi, per tenersi informato sulle nuove uscite e su tutti i rumors. A questo proposito, il film su Vedova Nera, la serie Ms. Marvel e Spiderman: no way home sono in arrivo entro il prossimo Natale e i fan sono in trepida attesa, pronti anche a pagare 22 euro di accesso VIP per la visione in anteprima sulla piattaforma Disney+.

E ci sono, infine, anche splendide persone che, travestite da Spiderman, Captain America o altri “colleghi”, si recano negli ospedali per portare conforto e compagnia nei reparti di oncologia pediatrica. Degli eroi loro per primi, a dirla tutta.

L'ascendente di questi personaggi è fortissimo: si parla di produzioni da milioni di dollari che possono permettersi i migliori registi, sceneggiatori e musicisti, gli effetti speciali più spettacolari e sì, anche gli attori più quotati e, neanche a dirlo, attraenti del panorama hollywoodiano e non.
Va da sé che tra Chris Hemsworth, Elizabeth Olsen, Tom Holland, Scarlett Johannsson, Chris Evans, Zoe Saldana e Tom Hiddleston, giusto per citarne alcuni, i sospiri si sprecano.

Ma in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, con la pandemia ancora in corso, la campagna vaccinale che sembra ancora al di là dal concludersi e tutte le restrizioni di sorta, l'Universo Marvel ha compiuto un passo ulteriore ed ha operato un miracolo, quello che dà il titolo a questo articolo.
Quella che desidero raccontare è infatti la storia di chi, rischiando di cedere ad apatia, depressione, nervosismo e abbrutimento, si è avvicinato al mondo di Thor&co. e si è lasciato trasportare dalle avventure nate dal genio di Stan Lee, scomparso neanche tre anni or sono.

E' la storia di una adolescente che, giunta al suo primo anno di liceo, ha fatto giusto in tempo a memorizzare i nomi dei nuovi compagni di classe per poi ritrovarsi nuovamente in DaD, la temuta Didattica a Distanza, divenuta simbolo dell'epidemia di Covid-19. Chiusa nella sua stanza, divisa tra lo schermo del tablet e/o del pc e i compiti da fare, ha scoperto quasi per caso che sulla “santa subito” piattaforma Disney+ erano disponibili tutti i film targati Marvel, inclusa la serie Agent Carter.

E' bastato un attimo per farsi travolgere dagli intrecci e dal background di ognuno dei protagonisti, per innamorarsi follemente dei sopracitati attori e per sviluppare una tale empatia nei confronti del MCU da ritrovarsi a studiare in compagnia di Tony, Bruce, Gamora, Groot e tutti gli altri: seduta alla sua scrivania, con il quaderno aperto e le immagini di uno dei tanti film che scorrevano sul pc a volume basso, la fanciulla ha portato a termine con discreto successo compiti di ogni tipo, addirittura certe temutissime equazioni di matematica. 

Non solo: la passione nei confronti dei film della Marvel - che ha implicato anche l'attesa spasmodica del venerdi, giorno di uscita dei nuovi episodi di WandaVision prima e di The Falcon and the Winter Soldier poi -  è stata tale da farle venire voglia di vederli in lingua originale, sia per sentire le vere voci degli amati – del resto siamo in piena tempesta ormonale -, sia per immergersi ancora di più nelle vicende narrate, riuscendo non solo a capire tutto - vedi che le lezioni servono! - ma anche apprezzando maggiormente certe battute che nella traduzione italiana, perdono incisività. E' proprio il caso di dirlo: le vie del MCU sono infinite!

La Marvel infatti, non è solo per i cosiddetti “nerd” come si è soliti pensare: è anche per chi, giovane e meno giovane, ritrova nei supereroi e nelle loro vicissitudini, valori come coraggio, amicizia, altruismo e lealtà. Valori che, chiusi nelle proprie case, senza potersi relazionare con l'altro, è difficile consolidare e mettere in pratica. Valori inoltre, spesso introvabili sulle pagine dei quotidiani, dove regnano brutture di ogni genere.

Nel caso di questa adolescente, la Marvel ha rappresentato la cosiddetta ancora di salvezza: la ragazza, che per la cronaca è mia figlia di quattordici anni, ha sviluppato un entusiasmo che da mesi era scomparso. Rinvigorita dall'evolversi delle missioni degli Avengers, è uscita dal suo torpore, iniziando ad interfacciarsi con svariate tematiche, tra cui la diversità e il sacrificio, che ha affrontato con maggiore cognizione di causa e con grande rispetto. La abbiamo vista amareggiata per la guerra civile tra il team Cap e il team Iron Man, addolorata per il sacrificio finale di Tony Stark e Natasha Romanoff, divertita da Thor in versione barbone con pancia prominente e boccale di birra pieno fino all'orlo, innamorata di Tom Holland di cui si è messa una foto come immagine sfondo del cellulare, elettrizzata dalla storia di Wanda e dalla scoperta della sua vera essenza. Un turbine di sensazioni l'ha conquistata giorno dopo giorno, film dopo film, puntata dopo puntata, dandole i mezzi per affrontare gli argomenti più disparati e donandole serenità, curiosità, vivacità.

Di recente, per amore filiale, mi sono iscritta ad un gruppo Facebook di Marveliani doc; qui ho avuto modo di incontrare – virtualmente s'intende – gente di ogni età ed ogni parte d'Italia che si confronta sui plot dei film, sull'evoluzione dei personaggi, sul passaggio dai fumetti al grande schermo e via dicendo. E sì, l'entusiasmo, la dedizione e la preparazione sono tali da far appassionare anche i neofiti.

Molte sono le persone che, alienate dai continui lockdown, hanno trovato nei film della Marvel una via di fuga emozionante, divertente e commovente; mi è capitato di ricevere la testimonianza di una giovane infermiera che, di rientro dall'ospedale in cui combatte in prima linea da ormai un anno, si rilassa e accantona dolore, ansia e senso di impotenza, immergendosi nelle avventure dei suoi beniamini.

Ha quasi un potere catartico questa benedetta Marvel e per le circa tre ore di ciascuno dei suoi film, riesce a far dimenticare ciò che di spiacevole si sta vivendo.

Con i tanti messaggi positivi che trasmette, infonde nuova energia e nuovo coraggio per affrontare la strana, surreale quasi, vita di ogni giorno; i suoi personaggi sembrano giungere in soccorso di chi li cerca – sia esso un liceale chiuso in casa o un medico di ritorno dal suo turno -, aiutandolo/a a superare gli ostacoli, e la sua dimensione epica ben si confà a quella sorta di condizione ancestrale dell'essere umano che si sente sempre parte di qualcosa di più grande.

Nell'Universo Marvel, ognuno dei personaggi ha un proprio bagaglio personale, un passato sofferto dal quale ha tratto una peculiarità del proprio carattere: Peter Parker si ritrova con poteri incredibili a soli quindici anni, dopo aver perso i genitori e lo zio, e deve essere consapevole di ciò che comporta - “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” -, Thor ha uno spiccato senso della famiglia, come il giovane, nonché primo supereroe nero marveliano, T'Challa di Black Panther lo ha per il concetto di eredità. Occhio di Falco è la spalla perfetta, colui che è sempre pronto ad aiutare il prossimo, mentre Iron Man, “genio, miliardario, playboy, filantropo”, abbandona la sua veste da Casanova per Pepper e la sua amatissima figlia. Vedova Nera è una ex spia russa e da killer spietata diventa parte di una squadra che protegge l'umanità dalle minacce e Loki, giusto per citarne alcuni, rappresenta l'eterno conflitto interiore essendo un villain-non villain, amatissimo per altro, e protagonista di una serie che uscirà a Giugno, attesissima da tutte le fan del fascinoso Tom Hiddleston.

Ognuno di essi, con la propria forza d'animo e le proprie caratteristiche, è riuscito a penetrare la corteccia di apatia dell'adolescente cui è dedicato l'articolo e come lei, è riuscito ad appassionare, nel corso di svariati decenni, milioni di fan.

Per coloro che si erano accostati al mondo della Marvel fin dai fumetti, si è avverato il sogno di vederli trasposti sul grande schermo: dopo la crisi editoriale della metà degli anni '90, nell'ultimo ventennio, una volta acquistati ulteriori diritti, soggettisti e sceneggiatori abili e lungimiranti, hanno inserito nei film - non in maniera casuale né tantomeno in modo da risultare slegati dal contesto - anche molti personaggi secondari con background di nicchia e tematiche ben evidenti e caratterizzanti, vedi il processare il dolore di una perdita come accade nella recentissima serie WandaVision, o il tema dell'integrazione e dell'accettazione che scopriremo presto in Ms. Marvel, la cui protagonista è una ragazzina musulmana che vive nella periferia di New York.

Una delle prerogative della Marvel è infatti proprio quella di inserire i supereroi in un contesto reale e tangibile come ad esempio New York, e di renderli protagonisti e portavoce di emozioni e relazioni altrettanto reali e tangibili.

Non solo film per “nerd”, si diceva, ma storie educative che coltivano concetti universali e fondamentali come la fratellanza, il gioco di squadra e il rispetto.

Da madre, da appassionata di cinema e sì, anche da donna che apprezza attori belli belli in modo assurdo, non posso fare altro che ringraziare la Marvel per le avventure che ha raccontato e che ancora racconterà e che, ne sono certa, continueranno ad appassionare mia figlia e chi, come lei, ama immergersi in un universo in cui prevalgono amicizia, senso di appartenenza e tutta quella dose di coraggio che, oggi più che mai, serve per affrontare quell'immensa avventura che è la vita.