14 Maggio 2018    13:39

flyanto1

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"Il Dubbio - Un Caso di Coscienza" affronta il delicato tema della verità e di quanto questa sia utile o meno essere rivelata.

Il protagonista è un medico legale di mezza età il quale una sera investe un ciclomotore con a bordo una famiglia composta da un padre, una  madre, un bambino ed una bimba di pochissimi anni. Egli si ferma diligentemente subito a soccorrerli e vuole, apprendendo che il bambino lamenta un dolore alla testa e nonostante egli non riscontri nulla di allarmante nel corso della breve visita che gli effettua sul luogo dell'incidente, che tutti i componenti della famiglia si rechino immediatamente presso il Pronto Soccorso più vicino. Ma la famiglia in questione non segue il consiglio e così, quando il medico, il giorno dopo,  deve effettuare l'autopsia sul suddetto bimbo giunto ormai morto in ospedale, entra ovviamente in crisi, ritenendosene responsabile e induce la moglie, anch'ella medico legale, di effettuare l'autopsia al suo posto. Dall'autopsia, però, risulta che la morte del piccolo è stata causata dall'avvelenamento per botulismo e da questo momento in poi per il protagonista inizierà una periodo di profondo sconcertamento e di innumerevoli quesiti sui quali alla fine egli vorrà far luce a tutti i costi nel dubbio che l'autopsia non abbia rivelato la giusta causa della morte del piccolo. Dall'altra parte, del resto, vi è anche la famiglia del piccolo, i cui componenti, hanno accettato come plausibile la diagnosi del botulismo data dall' autopsia ufficiale, in quanto giorni prima il padre aveva comprato a basso prezzo del pollame avariato. Ognuno lotterà con i propri sensi di colpa ....

Quest'opera del regista iraniano Vahid Jalivand ricorda molto quelle del suo più famoso connazionale Asghar Farhadi per impostazione, ambientazione e tematica. Anche Jalivand presenta un fatto di quotidiana ordinarietà e, pertanto, nessun gesto od azione eclatante, ma è proprio la vita di tutti i giorni che inesorabilmente e puntualmente presenta agli individui continue prove da affrontare e superare, rivelando di essi stessi la reale natura e dirittura morale. Ne "Il Dubbio" le reazioni, sia della famiglia del medico legale che di quella del bambino deceduto, risultano quanto mai vere e concepibili da ogni punto di vista e da ogni situazione. Anche la reazione di fronte alla verità, sia quella creduta che quella celata, fa scattare differenti azioni e sentimenti nei protagonisti delle due famiglie, svelandone le debolezze e la reale indole di ognuno. Un percorso psicologico che il regista Jalivand riesce ben a percorrere e soprattutto a rappresentare, coinvolgendo direttamente anche lo spettatore che viene naturalmente indotto a riflettere, appunto, su un caso di coscienza.

Ottima la regia  ben scandita ed essenziale nella sua tempistica ed ottimi anche tutti gli attori, principalmente quattro e, cioè, il medico legale, sua moglie, il padre  e la madre del bambino. Ognuno, infatti, riesce a dare il giusto 'pathos' al proprio personaggio rendendolo quanto mai vero e credibile sia nella disperazione che nel tacito senso di sconforto e di colpa sempre più crescente.

Giustamente premiato alla Mostra del Cinema di Venezia l'anno scorso, "Il Dubbio" è  veramente un piccolo gioiello.