L’incredibile viaggio del fachiro, ovvero l’importanza del saper sognare

Aja, un indiano di professione fachiro che vive di espedienti e trucchi da quattro soldi, alla morte di sua madre partirà da Mumbai per iniziare un viaggio straordinario sulle orme del padre che non ha mai conosciuto. Aja incontrerà così: l'amore a Parigi, in un negozio di mobili svedese; il pericolo e la discriminazione in Inghilterra, in compagnia di migranti somali; la celebrità a Roma, su una pista da ballo; l'avventura in mongolfiera sul Mediterraneo…

Il film di Ken Scott, tratto dal romanzo di Romain Puértolas L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea, è una favola moderna e surreale che grazie all’ironia e a una ‘valanga’ di buoni sentimenti riuscirà di certo a catturare il plauso di molti spettatori: ma è proprio nella dose eccessiva di miele e zucchero a velo che L’incredibile viaggio del fachiro troverà sì la sua forza, ma soprattutto il suo limite. Già, perché se questa sorta di melange tra opera bollywoodiana e spirito disneyano da un lato intrattiene e diverte, dall’altro pecca per troppa leggerezza e ingenuità. Però, nonostante ciò, è pur vero che in un periodo in cui il grave dramma degli immigrati è oggetto di innumerevoli e accesi dibattiti politici, trattare in modo lieve un tema così complesso e duro, rimane, tutto sommato, una piacevole sorpresa.

Va inoltre riconosciuto come il ritmo un po’ traballante e qualche stereotipo di troppo non incidano affatto sulla resa finale del film, che farà comunque assaporare al pubblico 92 minuti di magia e speranza. Il regista e sceneggiatore canadese (Starbuck – 533 figli e… non saperlo!), sottolineando che anche chi sia nato dalla ‘parte sbagliata della Terra’ possa ancora contare sulla generosità del cuore umano, mette in scena infatti un vero e proprio inno alla fantasia e ai sognatori. La creatività, l’immaginazione e la voglia di andare oltre il karma prestabilito saranno quindi il fil rouge che accompagnerà il protagonista per l’intera durata della sua rocambolesca odissea, dove vivrà in prima persona le assurde contraddizioni dell’ Europa attuale: Vecchio Continente ricco di poesia, cultura, romanticismo e... strane politiche migratorie.

In questa esilarante avventura fatta di incontri stravaganti, fughe concitate e inimmaginabili peripezie che cambieranno per sempre lo sguardo sul mondo di Aja, non mancano i brillanti colori dell’India, le romantiche fisarmoniche francesi e i magnifici scorci di Roma: cartoline perfette in un mondo imperfetto. Dhanush, attore indiano classe 1983 nato nel Paese dei Tamil, è il mattatore indiscusso della ‘pellicola’ di Scott, in cui non solo si dimostra totalmente a proprio agio nel ruolo di Aja, ma dà anche prova al pubblico di possedere grande talento interpretativo.

Nelle nostre sale con Notorius Pictures dal 4 luglio, L’incredibile viaggio del fachiro – del cui cast fa parte la sempre brava Berenice Bejo –, è una simpatica commedia dove realismo magico, humor e ironia non deluderanno spettatori di ogni età, classe sociale o nazione.