Se mi lasci non vale

Essendo inclusa nel cast anche la Veronica Mazza che prese parte a La valigia sul letto (2010), incuriosisce non poco il fatto che sia proprio il noto successo musicale di Julio Iglesias dalla cui frase di apertura prese il titolo quella commedia diretta da Eduardo Tartaglia a fare da omonimo alla tredicesima fatica registica del campano classe 1957 Vincenzo Salemme.

Fatica che lo vede anche protagonista insieme al Paolo Calabresi di Smetto quando voglio (2014), conosciuto per caso in un locale e al quale scopre di essere accomunato dal fatto che entrambi sono stati lasciati dalle rispettive compagne: Serena Autieri e Tosca D’Aquino.

Fino al momento in cui arriva a pensare che, facendo innamorare perdutamente ognuno la ex dell’altro per poi lasciarla senza pietà, potranno infliggere alle donne la stessa sofferenza subita e portare a compimento una liberatoria vendetta.

Quindi, mentre Calabresi – oltretutto convivente con un esilarante padre incarnato dal veterano Carlo Giuffré – si finge vegano, Salemme si cala nei panni di un ricco magnate coinvolgendo anche il mai disprezzabile Carlo Buccirosso nel ruolo di un teatrante sui generis (Alberto Giorgiazzi!) che deve spacciarsi per il suo autista; sebbene non tutto fili liscio come precedentemente programmato.  

E, se sequenze come quelle che si svolgono al ristorante ed all’interno di una gioielleria non mancano di regalare risate, risulta presto chiaro che a scorrere sullo schermo sia un lavoro salemmiano che sembra distaccarsi dai suoi precedenti dietro la macchina da presa; soprattutto perché tutt’altro che propenso (per fortuna) a ricorrere alla comicità strettamente partenopea che, come avviene spesso quando si accentuano i dialetti, rischia di circoscrivere territorialmente le produzioni comiche.

Infatti, man mano che si riflette su come ci si senta ad essere veramente innamorati e che non manca neppure una grottesca rivisitazione su palco dell’Otello di William Shakespeare, l’impressione è quella di trovarsi dinanzi ad una delle gradevoli operazioni a metà strada tra il divertimento e il sentimento care al romano Fausto Brizzi, per il quale il regista e interprete di Amore a prima vista (1999) e SMS – Sotto mentite spoglie (2007) recitò nell’ottimo Ex (2009).

Probabilmente, anche perché – insieme a Martino Coli e allo stesso Salemme – a figurare tra gli sceneggiatori è il Paolo Genovese autore di Immaturi (2011) e Tutta colpa di Freud (2014).