7 Settembre 2018    16:43

flyanto1

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“Mary Shelley – Un Amore Immortale” della regista saudita Haifaa Al-Mansour racconta la storia d’amore tra l’autrice del celeberrimo “Frankenstein” ed il noto poeta Percy Shelley: un amore molto intenso e travagliato per il carattere tormentato dell’uomo che costrinse la giovanissima donna a lasciare la casa del padre (non contento in quanto Shelley già sposato e con una bambina)  per convivere con l’amato. Ella portò con sé anche la sorella minore a cui era tanto legata e che a sua volta abbandonò la casa paterna ed intrecciando poi una relazione ‘libertina’ col poeta Byron che la mise incinta.

Ciò che viene presentato in questa pellicola biografica non è nulla di nuovo perché già precedentemente sono uscite svariate opere cinematografiche trattanti la biografia di Mary Shelley e del suo legame amoroso col marito (vedi, per esempio, “Frankenstein di Mary Shelley” di Kenneth Branagh), ma ciò che la rende originale e di un certo pregio è il modo come la Al-Mansour ha affrontato la tematica e, cioè, presentandola dal punto di vista femminile e, cioè, della protagonista stessa. Come già nel suo precedente (e ben diverso per epoca e storia) film “La Bicicletta Verde” , la regista prende a cuore ed affronta, facendosene diretta portavoce, le tematiche femminili concernenti per lo più la loro condizione e ciò che comporta la loro esistenza ben distinta da quella degli uomini. In questo suo film, per la precisione, ella analizza nel profondo  la personalità, la mentalità, l’ambiente  e l’educazione ricevuta di Mary Shelley, presentandola come una donna dalle idee progressiste per i tempi in cui ella viveva, molto colta e sensibile ma anche ben determinata a perseguire i suoi desideri o programmi. E’ da questo contesto generale che lo spettatore apprende e riesce anche a comprendere la violenta passione scoppiata nella coppia di artisti e che, però, fece anche molto soffrire la giovane Mary, influenzandola profondamente nel suo spirito e nella sua dote, peraltro già ben sviluppata, di scrittrice e contribuendo notevolmente alla stesura della sua originale ed ardita opera letteraria “Frankenstein”.   

La Al-Mansour, inoltre, riesce anche molto efficacemente a riprodurre gli ambienti dell’epoca, i primi decenni dell’800, in cui Mary Shelley visse ed operò, presentandoli in un’atmosfera pressoché gotica molto confacente alla creazione del libro “Frankenstein”, oltre che ai sentimenti passionali e feriti della scrittrice stessa.

Estremamente ben fatto, ben recitato da tutti gli attori, con un’ Elle Fanning, nella parte di Mary Shelley, che troneggia notevolmente  sugli altri, consegnando allo spettatore la figura della scrittrice in maniera quanto mai efficace.

Del tutto consigliabile.