15 Giugno 2018    08:39

flyanto1

0,0   (su 0 voti)

Accedi per votare!

Dal grande successo e vittoria come miglior film al Festival di Cannes nel 2013, ecco che ritorna il regista Abtellatif Kechiche con la sua nuova opera cinematografica intitolata “Mektoub, My Love – Canto 1” . Ancora una volta il regista tunisino ritrae l’adolescenza o, più precisamente, il mondo dei giovani francesi con le loro aspirazioni ed amori. In questa sua ultima pellicola viene così raccontato di un ragazzo di origini tunisine che, da Parigi, dove ha interrotto gli studi di Medicina e svolge l’attività di cameriere presso un ristorante, aspirando nel contempo ad entrare nel mondo del cinema scrivendo sceneggiature di films, ritorna nella natia Sète sulla Costa Azzurra, presso la propria famiglia e, più precisamente, da sua madre e dal numeroso parentado composto da zii/e , cugini/e ed amici di infanzia. Tra questi vi è l’amica di sempre, una ragazza molto bella, con cui il protagonista è sempre andato molto d’accordo ed ha una grande complicità. Nel corso delle settimane trascorse in vacanza a Séte, il giovane farà anche la conoscenza di due belle ragazze francesi e conseguentemente vivrà molteplici avventure osservando anche le svariate ‘girandole’ amorose dei suoi amici. Questa estate piena si sorprese ed esperienze contribuirà alla sua crescita personale come uomo.

Anche in questa sua ultima opera cinematografica Abdellatif Kechiche si conferma il regista di sempre e, cioè, minuzioso nel presentare le proprie storie riguardanti la gioventù francese che gli piace e continua ad osservare nei suoi sviluppi con attenzione e precisione. La sua minuzia e la sua quasi maniacale propensione al dettaglio fanno sì che le sue pellicole siano, tempisticamente parlando, parecchio lunghe (raramente inferiori a 180 minuti) e caratterizzate da dialoghi e riprese all’insegna, appunto, di una dovizia di particolari e sfumature. È il suo modo di fare cinema dove il realismo e la quotidianità sono imperanti ma questi elementi e caratteristiche, purtroppo, non sempre incontrano il plauso di una parte del pubblico che, a causa anche di certe scene esplicite nella loro rappresentazione, non lo apprezza appieno, addirittura, lo critica. Invece, le sue pellicole sono intrise di una sensibilità poco comune che, unita ad n senso estetico molto sviluppato (la gioventù che riprende infatti è sempre costituita da bei/belle ragazzi/e), le rendono sublimi ed anche poetiche e delicate. 

Essendovi nel titolo l’annotazione ‘Canto Uno’ si presuppone che il regista, forse, ne farà seguire un secondo, ma nulla è stato ancora appurato con certezza. In ogni caso, essendo stato tratto liberamente da un romanzo di Antoine Bégaudeau (l’insegnante protagonista del film “la Classe” del regista Laurent Cantet) “Mektoub, My Love” fa sorgere il dubbio nello spettatore che la storia del protagonista richiami e rappresenti un poco degli elementi autobiografici. In ogni caso, non ci resta eventualmente che aspettare.