Appunti di un venditore di donne: un omaggio al cinema anni Settanta e all'opera di Giorgio Faletti

Tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Faletti, Appunti di un venditore di donne sbarca su Sky Cinema Uno in prima visione assoluta, on demand e in streaming su NOW, il 25 giugno 2021. Fabio Resinaro scrive e dirige questo thriller dalle suggestioni noir e dall'ambientazione importante.

Siamo infatti nel 1978, a Milano. Aldo Moro è stato sequestrato, le Brigate Rosse sono sotto i radar dei media e delle forze dell'ordine. In tale scenario prende avvio la storia di Bravo (Mario Sgueglia, Il campione), sorta di imprenditore dai loschi affari, che finisce in un giro alquanto pericoloso e intricato. Le sue vicende personali si incroceranno con quelle dello stato italiano, tra sotterfugi, doppiogiochi e tradimenti.

L'opera letteraria di Faletti offre un'ottima base agli adattamenti cinematografici, grazie a una scrittura capace di solleticare l'immaginazione, scorrevole e coinvolgente. Resinaro può quindi appoggiarvisi solidamente, creando un universo realistico, pregnante, fondamentale ai fini della riuscita del progetto. L'atmosfera è uno dei punti di maggiore forza di Appunti di un venditore di donne: lo spettatore si ritrova avvolto da voyeurismo, luci rosse, fumo di sigarette, odore di carte da poker. Il contesto è necessario a caratterizzare i protagonisti. 

Bravo è un uomo costretto a fare i conti col proprio passato. Ed è un passato bello ingombrante. La ferita che si porta dietro gli ha lasciato delle cicatrici, dalle quali traspare la sua vera anima. In fondo è un “buono”, per quanto la vita lo abbia condotto sulla cattiva strada. Il percorso compiuto  nel film somiglia molto a una ricerca di redenzione, di riscatto. Nel mezzo però ci sono parecchi ostacoli da affrontare, a partire dal peso della coscienza e dai compromessi accettati per seguire degli ideali. Subentra così il discorso su quanto valore abbia il sacrificio, soprattutto nel momento in cui ogni cosa sembra andare per il verso sbagliato.

Appunti di un venditore di donne inanella una serie di colpi di scena a catena, per cui a un certo punto la prospettiva appare nebulosa, i piani si intrecciano e sono solo le percezioni a guidare nel caos che viene a crearsi. Il caos contraddistingue l'epoca storica in cui è ambientata la trama, e viene posto sotto la luce dei riflettori anche dal groviglio tra le vicende di Bravo e quelle del paese nel quale vive. E non sarà un caso che l'uomo ami tanto i rebus, quasi fosse ansioso di risolvere misteri che lo circondano. Quando i media e chi per loro non fanno altro che diffondere e abbracciare la confusione, diventa infatti complicato orientarsi e prendere decisioni.

Ecco allora che le scelte compiute da questi personaggi sono volte a migliorare il loro status, all'inseguimento di un futuro che sia differente dal presente, dove non pare esserci spazio per speranza, amore, felicità. Sebbene alcuni appartengano alla scena pubblica, non c'è nessuna intenzione di agire per un bene più grande. “Non c'è nessuno che non sia sacrificabile” è una battuta che racchiude molte sfumature, positive e negative. Ma in Appunti di un venditore di donne sono le seconde a prevalere.

Un ultimo appunto alla bravura dei protagonisti – oltre a Sgueglia, Miriam Dalmazio, Libero De Rienzo, Francesco Montanari – capaci di riportare sulla scena, in maniera credibile e concreta, un mood distintivo di un particolare cinema anni Settanta.

Scheda Film

Leggi anche: Appunti di un venditore di donne – Conferenza stampa, di Sabrina Colangeli